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venerdì 2 ottobre 2015

Sesta tappa: Ritorno a casa

Eccoci arrivati alla conclusione del nostro percorso. Riuniamoci nel cerchio magico e leggiamo l'ultima parte della storia.

<<La guardia del Palazzo accompagnò Dorothy e i suoi compagni attraverso le strade della Città di Smeraldo fino alla casa dell’omino della Porta. Questi con la sua chiavetta d'oro tolse gli occhiali a tutti e cinque e li ripose nella grande scatola, poi spalancò la porta che dava sull'aperta campagna. -Quale strada dobbiamo prendere per trovare la perfida Strega dell'Ovest? - gli chiese Dorothy, prima di salutarlo. -Non c'è nessuna strada - rispose il Guardiano della Porta. -E allora, come riusciremo a trovarla? - si impensierì Dorothy. -Non ci sono problemi: non appena saprà che siete entrati nel paese dei Gialloni, ci penserà lei a trovarvi. Poi vi farà suoi schiavi. -  - Non è detto che le cose vadano così-  disse lo Spaventapasseri. - Noi intendiamo trovarla per primi e ucciderla. - Dorothy e gli altri ringraziarono, salutarono e si misero in cammino verso ovest facendosi strada attraverso grandi prati fioriti e profumati. E, via via che proseguivano, il paesaggio cambiava, diventava brullo e montuoso. E anche deserto: non si vedeva una casa ed era tutto giallo. Al tramonto tutti erano così stanchi che si distesero per terra e si addormentarono. La perfida Strega dell'Ovest vide Dorothy addormentata circondata dai suoi amici e soffiò in un fischietto d'argento
che teneva appeso al collo. Subito apparve un branco di grossi lupi con lunghe zampe, gialli occhi feroci e gialle zanne acuminate.
-Assalite quei forestieri laggiù! - ordinò la perfida Strega. Per fortuna lo Spaventapasseri e l’omino di Latta erano svegli, li sentirono arrivare e li uccisero tutti. Dorothy dormiva così profondamente che non si era accorta di niente e quando si svegliò, al mattino, si prese un bello spavento nel vedere una gran catasta di lupi morti. Il Taglialegna le fece un resoconto dell'accaduto ed ebbe tanti complimenti. Poi venne il momento di rimettersi in viaggio. La strega vide tutti i suoi lupi morti e i forestieri in cammino e furiosa soffiò due volte nel fischietto d'argento e subito dal cielo arrivarono un gran numero di corvi. Allora ordinò al loro re: «Raggiungete quegli stranieri, beccategli gli occhi, fateli a brandelli!» ma ad aspettarli c’era lo Spaventapasseri che li uccise uno alla volta. Quando la perfida Strega dell'Ovest si affacciò di nuovo sulla porta del castello e vide tutti i suoi corvi uccisi, la sua rabbia esplose, indescrivibile. Soffiò per tre volte nel suo fischietto d'argento e subito arrivò, con un gran ronzio, uno sciame di api nere. «Pungete a morte quei viandanti, laggiù!» ordinò. «Sbarazzatemi di loro una volta per tutte.» api obbedirono prontamente, volando a gran velocità. Ma il Taglialegna di Latta le vide da lontano e lo Spaventapasseri, cervello o no, ideò subito uno stratagemma.
«Tira fuori la paglia della mia imbottitura e ricopri Dorothy, il Leone e il cane» ordinò al Taglialegna di Latta. Il Taglialegna obbedì e Dorothy, Toto e il Leone quasi scomparvero sotto un fitto strato di paglia. Quando le api giunsero, c'era rimasto solo il Taglialegna da pungere e lo attaccarono in massa. Non lo avessero mai fatto! I loro pungiglioni si spezzarono contro il metallo e morirono tutte!
La strega allora chiamò le scimmie e ordinò loro di rapire tutti gli stranieri e di farli prigionieri. Purtroppo questa volta non riuscirono a difendersi e Dorothy ed il Leone furono catturati, mentre lo Spaventapasseri e l’omino di Latta furono risparmiati.
Dorothy fu portata al castello della strega e questa decise che sarebbe stata la sua schiava. Ma la strega aveva notato le scarpette della strega dell’est ai piedi della bambina. Così, pensa e ripensa, trovò un trucco da utilizzare. Mise una sbarra di ferro in mezzo alla cucina poi con i poteri magici, che le restavano, la fece diventare invisibile. Poco dopo Dorothy entrò in cucina, inciampò nella sbarra invisibile e cadde a terra. Non si fece male, per fortuna, ma una delle scarpette d'argento le si sfilò dai piedi e prima che lei si alzasse per correre a riprenderla, la strega se n'era già impadronita e se l'era infilata. - Restituiscimela! - gridò alla perfida Strega. - No, no e poi no. Adesso è mia.- A queste parole Dorothy perse quel poco di pazienza che le era rimasta, afferrò un secchio colmo d'acqua e lo scagliò addosso alla perfida Strega inzuppandola da capo a piedi. La Strega dell'Ovest cadde a terra, trasformata in una pozza di liquido scuro che si sparse sul pavimento lucido della cucina. La loro prigionia era finita, finita per sempre! Così ritrovatisi tutti insieme iniziarono il loro ultimo viaggio verso la città di Oz.
Arrivati al Palazzo furono accolti dal mago che decise di esaudire le loro richieste: Oz staccò la testa dello Spaventapasseri dal tronco e tolse la paglia, poi andò nella stanzetta dentro la sala del trono dove custodiva tutti i suoi trucchi, prese una manciata di crusca, ci aggiunse una manciata di spilli e una di chiodi, con quel miscuglio riempì la testa e negli spazi rimasti vuoti mise della paglia fresca, in modo che avesse lo stesso preciso aspetto di prima, poi tornò dallo Spaventapasseri e gliela riattaccò, dicendogli: «D'ora in poi sarai un grand'uomo perché hai un cervello di prima qualità.»
 Oz impugnò un paio di grosse forbici e fece una finestrella quadrata nel torace del Taglialegna, a sinistra. Poi frugò in un cofano e tirò fuori un cuore di seta pieno di segatura - Ecco fatto. Ora hai un cuore da far invidia a chiunque! -  Aprì un armadio e prese una bottiglia quadrata, color verde, poi ne versò il contenuto in un piatto verde e ordinò al Leone di bere. «Quando l'avrai inghiottito, questo liquido sarà coraggio.
 Per Dorothy Oz preparò una grande mongolfiera. Ma purtroppo il Mago vi salì prima che Dorothy potesse raggiungerla. Era disperata! Voleva tornare a casa. << Se solo la fata Glinda mi potesse aiutare!>> al suono di quelle parole ecco che apparve la meravigliosa fata buona. << Le scarpette d'argento hanno poteri straordinari» spiegò Glinda. « Basterà che tu batta i tacchi per tre volte l'uno contro l'altro e pronunci il nome del luogo che vuoi raggiungere.»
«Il Kansas!» disse Dorothy al colmo della felicità. «Io voglio raggiungere subito il Kansas.»

Abbracciò il Leone, baciò anche l’omino di Latta ed abbracciò forte  lo Spaventapasseri. Glinda le diede un bacio di addio. Infine Dorothy prese in braccio Toto, fece un ultimo gesto di saluto, poi batté per tre volte, l'uno contro l'altro, i tacchi delle scarpette d'argento e proclamò a voce alta: ­ «Portatemi a casa da zia Emmy e da zio Henry.»

Dopo la lettura della storia proponiamo una conversazione guidata e proponiamo alcune schede didattiche.

















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