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venerdì 19 agosto 2016

Seconda tappa : In viaggio verso l'Isolachenonc'è


Eccoci alla seconda tappa del nostro percorso. Riuniamoci come sempre nel cerchio magico e prima di riprendere la lettura della favola, facciamo ai bambini alcune domande per ricordare i momenti salienti della prima tappa. 

<<«Allora, Peter, davvero sai  volare?» disse Wendy
Invece di  rispondere, Peter cominciò a svolazzare nella stanzetta, sfiorando più volte il soffitto.
«Straordinario!», urlarono insieme John e Michael.
«Come sei  bravo!», esclamò Wendy.
«Sì, è vero, sono bravo, eccome se sono bravo!», disse Peter, dimenticando di  nuovo cosa fosse l’umiltà.
Sembrava incredibilmente facile e i  tre fratelli  ci  provarono, prima spiccando il volo dal pavimento, poi  saltando dal letto, ma ogni  volta, invece di  salire verso l’ alto, cadevano a terra.
«Ma come fai?», chiese John, strofinandosi  le ginocchia. Era un ragazzino che andava subito al sodo.
«Dovete fare solo pensieri  dolci  e meravigliosi », spiegò loro Peter. «Saranno loro a sollevarvi  in aria». Ma si  accorse subito che non era così. Nessuno riusci va a sollevarsi  da terra neanche di  un centimetro.
Peter li  stava prendendo in giro, perché nessuno può volare senza la polvere di  fata. Fortunatamente, la sua mano ne era ancora intrisa. Ne soffiò un po’ su ognuno di  loro, ottenendo eccellenti  risultanti .
«Ora agitate le braccia come faccio  o», disse, «e lanciatevi ».
Erano sui  rispettivi  letti  e l’ eroico Michael fu il primo a lanciarsi . Per la verità, non era così convinto, ma lo fece, e in un atti mo si  ritrovò a volare per la stanza.
«Sto volando!», urlò, mentre era a mezz'aria. John si  lanciò scontrandosi  con Wendy vicino al bagno. «Che bello!». «È straordinario!». Peter spalancò la finestra e gridò "Venite!"... si lanciò nella notte seguito da John, Michael e Wendy. Seconda a destra e poi  dritto fino al mattino».
Peter aveva detto a Wendy che questa era la strada per arrivare all’Isolachenoncè, ma persino gli uccelli , anche avendo le mappe e consultandole negli  angoli  ventosi , non sarebbero riusciti  a rintracciarla con queste indicazioni . Vedete, Peter diceva tutto quello che gli  passava per la testa... Dopo molte lune la raggiunsero, e, ciò che più conta, ci  arrivarono andando sempre dritti  per tutto il tempo! «Eccola», disse Peter  «Dove, dove?» «Là, dove indicano quelle frecce».
E, infatti , un migliaio di  frecce dorate indicavano l’isola ai  bambini , e provenivano tutte dal loro amico sole, che voleva accertarsi  che trovassero la strada prima di  doverli  abbandonare per la notte.>>


 Dopo aver letto la storia, ripercorriamo il brano con domande guidate e poi facciamo un girotondo, recitando insieme questa filastrocca tratta dalla guida didattica "Raccontami una fiaba" di  Rosalba Fioravanti - Erika Ramazzotti -  Laura e Beatrice Petrocchi, ed. il Capitello e  muovendo le braccia in alto e in basso...

domenica 14 agosto 2016

Pronti partenza via !


ci stiamo preparando per l'inizio di un nuovo percorso .......

lunedì 1 agosto 2016

Prima tappa: Il nostro amico Peter Pan


Iniziamo il nostro percorso accoglienza con la lettura della favola di Peter Pan. Questa prima tappa introduce i personaggi che ci accompagneranno durante tutto il percorso. Il brano che segue è tratto, ovviamente semplificato ed adattato all'età dei bambini, da James Matthew Barrie “Peter Pan e Wendy”.  Riuniamoci nel cerchio magico, creiamo un'atmosfera rilassata e ...

<< Questa è la storia di Peter Pan un bambino che non voleva crescere e del suo incontro con i bambini della famiglia Darling, Wendy, Gianni e Michele, che vivevano con i loro genitori e il cane Nana in Via dei Ciliegi a Londra. Peter Pan era un bambino molto simile ad un elfo e amava volare sino alla finestra della camera dei bambini per ascoltare le storie che Wendy raccontava ai suoi fratelli ogni sera prima di andare a dormire…
Quella sera, però Peter si fermò fino a quando i bimbi non si addormentarono per cercare la sua ombra che la sera prima aveva perso…
Aprì la finestra «Campanellino?», chiamò a bassa voce, dopo essersi accertato che i bambini stessero dormendo, «Campanellino, dove sei?». La fata si era infilata in una brocca, cosa che le piacque moltissimo perché, prima di allora, non era mai stata in una brocca.
«Esci da lì e dimmi se hai scoperto dove hanno messo la mia ombra».
La fata gli rispose con un delizioso tintinnio, simile al suono prodotto da campane d’ oro. È così che si esprimono le fate. Campanellino gli disse che l’ombra era stata riposta in una grossa scatola. La grossa scatola era il cassettone. Peter balzò sui cassetti e trovò subito la sua ombra e per la gioia non si accorse di aver chiuso Campanellino nel cassettone. Cercò di incollarla addosso con del sapone trovato in bagno ma non ci riuscì. Si sedette a terra e cominciò a piangere. I suoi singhiozzi svegliarono Wendy. «Perché piangi, bambino?», chiese gentilmente.
Anche Peter fu molto gentile, perché aveva imparato le buone maniere alle feste delle fate. Si alzò e fece uno splendido inchino. «Come ti chiami?», chiese Peter. «Wendy Darling», «E tu?» «Peter Pan». –Dove vivi?- - Nell’Isola che non c’è, seconda stella a destra e poi dritto sino al mattino. Non voglio crescere mai e poi mai, voglio rimanere per sempre bambino. Volai quindi all’Isolachenonc’è  e da allora vivo lì con le fate e i bambini sperduti- 
- Non puoi attaccare la tua ombra con il sapone lo farò io, la cucirò- disse allora Wendy
All’improvviso si sentì un scampanellio… - E’ campanellino, la mia fatina…devo averla chiusa nel cassettone- disse Peter. Così liberata la fatina Peter fece per andarsene. – Peter non andare ti racconterò un’altra storia… - gridò Wendy
- Wendy, verrai con me! Voleremo verso l’Isolachenonc’è e lì potrai raccontare le tue storie ai bimbi sperduti. Ti divertirai, nell’isola ci sono fate, sirene e pirati…-
- Peter non posso!! E la mamma? e Gianni e Michele?- 
- I tuoi fratellini verranno con noi…-
Così Wendy svegliò Gianni e Michele ed erano tutti pronti per partire….. >>

giovedì 14 luglio 2016

Lapbook: I colori del Camaleonte



Vi presentiamo il nostro lapbook sul percorso delle emozioni e lo schema per realizzarlo. Noi l'abbiamo progettato per i cinquenni della scuola dell'infanzia ma può essere utilizzato anche per la classe prima della primaria. Ovviamente quello che vi postiamo è uno spunto. un punto di partenza su cui potete creare dei vostri lapbooks adattati alla vostra classe e alle abilità dei vostri alunni.
I bimbi "più grandi" della nostra sezione non hanno trovato difficoltà se non nel ritaglio delle lettere della copertina, che si possono ovviamente sostituire con lo schema che troverete nei materiali.

Anche noi abbiamo preso spunto per la realizzazione dal libro "Il mio primo lapbook" di Giuditta Gottardi e Ginevra G.Gottardi, ed. Erickson. Le autrici possiedono poi un bellissimo sito internet http://laboratoriointerattivomanuale.com

Per il lapbook sulle emozioni a cui ci siamo ispirati : aprendo-apprendo/lapbook- emozioni

Occorrente:
  • Foglio di cartoncino formato A3
  • Colori a matita
  • Pennarelli
  • colla
  • Fermacampioni
  • cartoncini bristol colorati
  • ... e un pizzico di divertimento...


Procedimento:
Prepariamo la cartelletta: Prendiamo il foglio A3 e a partire dal bordo sinistro tracciamo una linea a 10,5 cm; procediamo nello stesso modo dall'altra parte. Pieghiamo lungo le linee e portiamo i lati esterni verso l'interno




Fotocopiamo i singoli pezzi sui cartoncini bianchi leggeri e li facciamo colorare.

Per i flip flap a tre : ritagliamo lungo il contorno e pieghiamo sulle linee interne. Chiudete le linguette una sopra l'altra: prima il quadrato, poi il camaleonte e in cima la faccina:








Emozioni in musica: Il camaleonte verde




Siamo giunti all’ultima avventura del camaleonte Leo…Riuniamoci nel cerchio magico e leggiamo la storia.

 Finalmente il temporale terminò. I due amici si erano addormentati e la luce del mattino filtrava dalle nuvole ormai diradate colpendo la buca.
 << Leo, il temporale ormai è finito, è mattino forza svegliati!!! Il villaggio ci attende!!>> disse allegramente il bruchetto.
Così il nostro Camaleonte cominciò a seguirlo e si mise in cammino speranzoso. 
Dopo un po’ arrivarono in un bellissimo prato, con fiori, funghi e alberi meravigliosi.
<< Ecco il mio villaggio!!>> << Amici venite fuori ecco vi voglio presentare il mio amico il Camaleonte Leo>> proclamò il bruco.
Tutti gli animali si riunirono allora intorno al Camaleonte e cominciarono a fare festa. Il Camaleonte aveva trovato finalmente il suo posto e un sacco di amici. Indovinate un po’ di che colore era? Verde come la serenità, la calma e l’amicizia.

Impariamo questa piccola e simpatica filastrocca sull'amicizia e diamo avvio ad una conversazione guidata sulla storia del Camaleonte e sull'importanza dell'amicizia.

FILASTROCCA DELL’AMICIZIA

Che caramella sarà l’amicizia?
Gusto di frutta o di liquirizia?
Gusto di gomme da masticare
prima più dolci ma dopo un po’ amare.
Sembra che scoppi come un pallone,
se la mastichi si ricompone.
Sembra che appiccica come una colla,
ma se l’allunghi ti fa tiramolla.
Insomma, assaggiala questa delizia,
giuggiola dell’amicizia.
(Filastrocche della melevisione)

Ascoltiamo il brano di Camille Saint saens "carnevale degli animali"- finale :
 il brano musicale con i suoni acuti del pianoforte e dei violini rende l'atmosfera festosa e allegra. Esso si presenta come un allegro rondò che fa pensare ad un grande girotondo in un'armonia gioiosa. Vi consiglio di far guardare il video ai bimbi sulla Lim se ne avete la possibilità...



Terminiamo le attività con le schede didattiche


venerdì 24 giugno 2016

Emozioni in musica: il camaleonte nero


Proseguiamo il racconto del Camaleonte Leo… 
<< La strada sembrava lunghissima, quasi interminabile e il camaleonte cominciava ad essere stanco. – Bruchetto ma quando arriviamo? Io sono stanco… vorrei riposarmi!- esclamò l’animaletto. 
– Caro Leo pazienta un pochino, un altro breve tratto di strada ancora da percorrere e raggiungeremo la mia casetta… Vedrai ti piacerà tantissimo e non te ne vorrai più andare!- rispose il bruco continuando a camminare. 
Tutto intorno a loro era scuro, l’unica luce era quella riflessa dalla luna…ma all’improvviso ecco apparire dei grossi nuvoloni a coprire quella splendida sfera argentata. 
– Bruchetto…cosa succede?... E’ tutto buio, anche la luna è scomparsa dietro quei nuvoloni… comincio ad avere paura…- disse Leo con voce tremante.
Proprio allora un fulmine squarciò il cielo nero della notte e cominciò a piovere… il Camaleonte diventò tutto nero per la paura….
- Vieni buffo animaletto, ora sei tutto nero… seguimi, scaviamo una buca e nascondiamoci dentro fino a quando non avrà smesso di piovere! Stammi vicino e non avrai più paura!- esclamò con fermezza il bruchetto.
Si diedero dunque subito da fare… scavarono una grande buca, tanto da contenerli entrambi e si ripararono lì dentro. Il camaleonte si sentì sollevato!! Era al sicuro e con il suo amico!! La paura era volata via…>>

Dopo la lettura intavoliamo una conversazione sulla paura, chiedendo ai bimbi di cosa hanno paura e a conclusione leggiamo la filastrocca della finta paura.


Filastrocca della finta paura

Bum! Aiuto che spavento!
Mi è venuto il cuore in gola.
Bum! Il cuore batte a cento,
batte a cento bum all’ora.
Ma quel battito piccante
fa un solletico frizzante,
come cento farfalline,
come mille bollicine
di paura gialla e blu…
Fammi ancora bum!
 (B.Tognolini)