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domenica 14 settembre 2014

Accoglienza

Accogliere un bambino nella scuola dell'Infanzia significa incontrare un universo di elementi emotivi e cognitivi strettamente legati che derivano da esperienze di distacco pregresse e dallo stile personale di rielaborare situazioni nuove. Il significato etimologico del verbo accogliere, è anche "accettare-contenere in sè", e questo non deve limitarsi ai primi mesi di scuola ma richiede un'attenzione che inizia sì, ma prosegue riconoscendo la centralità del bambino durante tutto il percorso. Questa complessità rende necessario da parte degli insegnanti e degli educatori strutturare il "progetto accoglienza", in cui dedicare attenzione ai tempi, spazi e obiettivi e conquiste formative perseguibili.
Una scuola che ha la cultura dell'accoglienza è una scuola nella quale si sta bene, in cui i bambini frequentano con gioia, gli insegnanti lavorano con piacere, le famiglie si affidano con fiducia, in cui si creano legami veri, solidi e si cresce tutti insieme. Per tutti questi presupposti pedagogici, le attività di accoglienza saranno proposte non come singole attività ma come un percorso da condividere per vivere l'avventura della Scuola dell'Infanzia.
In questa pagina troverete i post delle attività, al fine di offrirvi idee per realizzare quel Progetto Accoglienza di cui parlavo... inoltre ci saranno cartamodelli per decorare la sezione e per rendere gli spazi allegri e accoglienti anche per i nuovi iscritti.

Durante i primi giorni di scuola ho coinvolto i grandi di 5 anni e i cuccioli di 3 anni, presentando il personaggio fantastico che farà da mediatore: il "Pesce Arcobaleno". La fiaba risponde all'esigenza di riflettere sui valori della condivisione e dell'amicizia, basilari per instaurare rapporti sereni con insegnanti e coetanei. Alla lettura e discussione della favola sono seguite schede didattiche di approfondimento, giochi e laboratori creativi.





sabato 13 settembre 2014

Cartellone Accoglienza 2014-15




Vi posto le lettere formato A4 per il cartellone di benvenuto con  i disegni dello sfondo integratore "Il Mago di Oz.
Potete stamparle su cartoncino leggero e ritagliarle o stampare le immagini b/w e colorarle o utilizzarle come sagome da ricreare sui bristol colorati.





giovedì 11 settembre 2014

Seconda tappa: Conosciamo lo Spaventapasseri

Prepariamo per i bambini la nostra scatola "magica" con dentro lo spaventapasseri e la coccarda del cervello. Qui ci sono i link per realizzarli Coccarda dello Spaventapasseri e Lo Spaventapasseri. Riuniamoci nel cerchio magico e mostriamo loro la scatola e gli oggetti in essa contenuti. Iniziamo una conversazione su cosa sarà successo a Dorothy e sull'identità di questo nuovo personaggio. Quindi leggiamo loro il brano sullo spaventapasseri tratto dal libro di L.Frank Baum "Il mago di Oz" sintetizzato per adattarlo all'età dei bambini.

<< Dorothy tolse le sue vecchie scarpe di cuoio e si provò quelle d'argento che le andavano a meraviglia, quasi fossero fatte sulla misura dei suoi piedi. Prese il panierino, chiuse la porta di casa e si rimise in cammino sulla strada lastricata di mattoni gialli. Quando ebbe percorso parecchie miglia, decise di fermarsi a riposare, e si avvicinò allo steccato che delimitava la strada, oltre il quale si stendeva un grande campo di grano. Quando fu seduta, vide poco lontano uno Spaventapasseri che, infilato in cima ad un palo, doveva tener lontani gli uccelli dal grano maturo. Dorothy, col mento appoggiato sulla mano, guardava pensierosa lo Spaventapasseri. Aveva la testa fatta di un sacchetto di tela pieno di paglia, e sopra c'erano dipinti gli occhi, il naso e la bocca, proprio come sul viso di un uomo. Un vecchio cappello a pan di zucchero era calcato su quella strana testa e il resto del corpo era costituito da un vecchio abito di panno, turchino, logoro e scolorito pure riempito di paglia. Portava ai piedi un paio di stivali e stava sollevato al di sopra delle spighe di grano per mezzo del paletto che aveva conficcato nella schiena. Mentre Dorothy guardava incuriosita la faccia dello Spaventapasseri si meravigliò di vedere che uno di quegli occhi si strizzava leggermente ammiccando a lei. "Buon giorno" disse lo Spaventapasseri con voce un po' roca. "Hai parlato?" domandò sbalordita la bambina. "Certo" rispose lo Spaventapasseri; "come stai?" "Non c'è male grazie" [...]"non puoi scendere?" domandò Dorothy. "No perché ho questo palo infilzato nella schiena. Se tu riuscissi a tirarmelo via, te ne sarei vivamente grato." Dorothy sollevò le braccia e con tutta facilità lo aiutò a scendere: era tutto riempito di paglia e quindi era leggerissimo. "Grazie infinite" disse lo Spaventapasseri "Chi sei? e dove vai?" " Sono Dorothy e sono diretta alla Città degli Smeraldi, per chiedere al mago Oz di farmi tornare nel Kansas" "Dov'è questa città degli Smeraldi? e chi è il Mago Oz?" interrogò il nuovo amico." Io non so nulla. Vedi essendo tutto di paglia non ho cervello... credi che il Mago mi darebbe un po' di cervello?" "Non lo so" rispose Dorothy "ma vieni con me, se lo desideri. Io domanderò al Mago che faccia per te tutto quello che può" "Grazie" rispose commosso lo Spaventapasseri e si rimisero in cammino sulla strada lastricata di giallo che conduceva alla Città degli Smeraldi >>

Dopo la lettura animata abbiamo preparato le seguenti schede didattiche: