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mercoledì 30 gennaio 2013

FILASTROCCHE DI ARLECCHINO



 LA STORIA DI ARLECCHINO
L. Maraldi.

Con un saltello ed un inchino
eccomi a voi sono Arlecchino.
Son tra le maschere di Carnevale
la più festosa, la più geniale.
Il mio vestito? Fu una sorpresa,
lo cucì la mamma con poca spesa
perché potessi ben figurare
al gran ballo di Carnevale.
So far scherzetti, son biricchino,
rido alla vita come un bambino.
Saluto tutti anche a distanza
con un leggero passo di danza



IL VESTITO DI ARLECCHINO
Gianni Rodari


Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene il mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!"



LA STORIA DI ARLECCHINO

Quest'anno noi insegnanti abbiamo deciso di dedicare il progetto multidisciplinare del carnevale alle maschere della tradizione, perché i bambini scoprano le tradizioni del nostro paese e ne condividano il senso con i bimbi che vengono da altre nazioni. Ecco allora che abbiamo parlato della maschera di Arlecchino e abbiamo imparato delle filastrocche, abbiamo giocato e ci siamo travestiti...

LA STORIA DI ARLECCHINO


Fra le maschere italiane è certamente la più conosciuta e popolare. Nativo di Bergamo bassa, parla il dialetto bergamasco, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce e aggraziato. Il suo vestito era dapprima tutto bianco, come quello di Pulcinella, suo degno compare. Col tempo, a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, è diventato quello che oggi tutti conosciamo: un variopinto abito composto di un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati. Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali è a servizio, ma non gliene va bene una. Arlecchino non è uno stupido, magari un po’ ingenuo, talvolta forse un po’ sciocco ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto

giovedì 17 gennaio 2013

CARNEVALE: FILASTROCCHE

ARLECCHINO INNAMORATO

Arlecchino suona la serenata
per Colombina, la sua fidanzata.
Colombina dalla finestra
gli tira un piatto di minestra


I RUMORI DEL CARNEVALE

Zumpete pa, zumpete pa
il Carnevale eccolo qua.
Trombette e cembali
tamburi e piatti
fanno un baccano che non si sa.
Chi suona bene,
chi suona male,
chi canta forte, chi scende e chi sale,
chi lancia lazzi lassù lassù...
E' il finimondo? e' il temporale?
Sono i rumori del Carnevale. (Mario Lodi)

PULCINELLA

Pulcinella ficcanaso
dappertutto mette il naso.
Una sera il curiosone
guarda dentro il pentolone
Arlecchino gli dà uno spintone
e finisce nel minestrone


venerdì 11 gennaio 2013

giovedì 10 gennaio 2013

Schede didattiche inverno N°3









domenica 6 gennaio 2013

sabato 5 gennaio 2013

La Befana



FILASTROCCA DELLA BEFANA 

Zitti, zitti presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino

se già dormono i bambini,
se la calza è già appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende è sola sola,
svelti, svelti sotto le lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi!
Se non fate i buoni niente
dolci ne balocchi, solo
cenere e carbone.

Ecco la leggenda "cristiana" della befana, da discutere e raccontare ai bambini. Seguono disegni da colorare.
<< Una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.
Le chiesero dov'era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.
Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.
Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.
Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa…>>

E' TORNATA LA BEFANA

E' tornata la Befana
a cavallo di una scopa:
vola senza far rumore
nella notte nera nera.
Sulle spalle ha tanti sacchi
e li posa sui camini.
Tira fuori sorridente
i regali per i bambini.
Bambole e trenini
giostre ed orsacchiotti,
dischi e grembiulini,
dolci e biscottini,
ma più bello ancora
essa sa donare
una grande gioia 
che non si può scordare.





Progetto Natale: Terza tappa

NATALE E'... LA VIA ILLUMINATA

Riuniamoci nell'angolo dedicato all'Elfo Verdello e conversiamo con i bambini ricordando le cose realizzate per gli abitanti di Paesello. Accendiamo la terza candela e leggiamo il racconto.


Terminato il racconto prendiamo dalla taschina trasparente le tre palline e, con l'aiuto di qualche bambino, le incolliamo sulla Corona dell'Avvento, vicino alla terza candela. Poi recitiamo la Filastrocca aggiungendo la terza strofa:
<< Natale è...la via illuminata,
l'abete lucente, la casa adornata.>>
Quindi invitiamo i bambini a ripetere le strofe e presentiamo le schede operative da realizzare in gruppi.


PROGETTO NATALE:SECONDA TAPPA

NATALE E'...  UNA STELLA SPLENDENTE

Nel giorno stabilito riuniamo i bambini nell'angolo dedicato all'Elfo Verdello, attacchiamo la fiammella sulla seconda candela e leggiamo loro il nuovo racconto.

Al termine della lettura, l'insegnante prende dal taschino trasparente le stelline e, con l'aiuto di qualche bambino, le incolla sulla Corona dell'Avvento, vicino alla seconda candelina. Poi recita la seconda strofa della filastrocca di Natale.

<<  Natale è ... una stella splendente
che brilla nel cielo e allieta la gente >>

Quindi presentate le schede operative che verranno realizzate nei gruppi di età omogenea. Come attività aggiuntive possiamo disegnare sul cartoncino dorato tante stelle e farle ritagliare dai bambini per creare decorazioni da appendere in aula.








Potete completare l'attività con  la lettura di poesie e filastrocche sul Natale. Eccone un esempio:

<< FILASTELLA
Filastella,
come brilla!
Luce gialla
lei distilla
nella notte 
nera e lilla. >> (S.Roncaglia Principerse e Filastrane,Nuove edizioni romane, 1991)


giovedì 3 gennaio 2013

Schede didattiche inverno




Progetto Natale : Prima Tappa

NATALE E' UN FIOCCO DI NEVE

Riuniamo i bambini nell'angolo dedicato all'Elfo Verdello e aiutati da un bambino incolliamo la prima fiammella sulla candela del cartellone della Corona dell'Avvento. Invitiamo poi i bambini ad ascoltare il  racconto della prima avventura dell'Elfo.
Al termine del racconto prendiamo dalla taschina i tre fiocchi di neve e con l'aiuto di qualche bambino, incolliamoli vicino alla candela accesa. Poi recitiamo con i bambini la prima strofa della filastrocca di Natale.

"Il Natale
Natale è ...un fiocco di neve che cade sul mondo, candido e lieve"(M.Butturini e S.Buratto)
Ecco il link per la realizzazione del cartellone della Corona dell'avvento:
CORONA DELL'AVVENTO
Durante i giorni seguenti lavoriamo sui fiocchi di neve e i pupazzi di neve.
SCHEDE DIDATTICHE

L'ELFO VERDELLO

Ecco lo schema dell'Elfo Verdello....






PROGETTO NATALE: PRIMA DI INZIARE


Riuniamo i bambini nello spazio dedicato al Natale, in cui avremo posizionato il Cartellone dell'Avvento e quando saranno tutti accomodati faremo trovare loro un messaggio dell'Elfo di Natale.




Leggiamolo insieme e mostriamo loro il pupazzo dell'Elfo realizzato con il cartoncino. Con lo schema seguente possiamo costruirlo insieme con i bambini.